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martedì 19 giugno 2007

sì, cucinare...

Oggi festeggio. Festeggio la prima volta, dopo circa un anno, o forse più, che cucino per degli amici. E quando dico cucino, intendo dire che mi metto ad abbinare pietanze, scegliere menu, sperimentare sapori, combinazioni, dosi, miscelature, gesti nuovi. E' così che intendo l'ospitalità, come un regalo personale e su misura tradotto in sapore.
Non sono una cuoca. Altri sono cuochi, coloro che sanno preparare una pasta sfoglia o la pasta per i cannoli, torte di frutti secchi, parmigiane di melanzane dolci e gelatine al pino. Io mi metto nella categoria del gesto abile, della ricetta assimilata e reinventata. Quella che in arabo tunisino è chiamata sannafa, una donna che fa cose con destrezza. E il verbo, sannafa/ysannafu, indica tanto lo scrivere quanto il cucinare. Mi piace pensare queste due attività come affini in quanto mie entrambe, anche se poi di forme di creatività ce ne sono tante altre. Mi piace perché riabilita l'arte del cucinare, ponendola al livello stesso della scrittura, e scrivere in arabo classico è certo un'abilità che richiede molta, molta perizia e apprendimento, trattandosi di una lingua non quotidiana. Il susseguirsi dei gesti precisi e attenti, l'assoluta attenzione al fare e il coordinamento delle azioni creano in me uno stato di vuoto mentale, che lava via ogni pensiero e stanchezza.
Il menu che ho pensato per oggi è questo, cercando di abbinare sapori delicati: un antipasto di sorbetto di pomodoro, innaffiato di vino bianco e con pepe, zenzero e due chiodi di noce di garofano; penne al pesto di pistacchio di Bronte, ricotta guarnita di marmellata al limone e coriandolo, melanzane a beccafico, sontuosamente ammantate di uva passa, pinoli e pangrattato, piccole carote all'erba cipollina e aceto di datteri, gelo di fragole, che poi sarebbe una via di mezzo tra un sorbetto e un gelato, privo di latte. Come sarà meglio brindare, con del moscato di Kelibia un po' maturo o dello Shiraz yellow tail australiano?
Non tutti i miei ospiti/cavie gradiscono le mie sperimentazioni: ricordo sguardi tra l'imbarazzato e l'inorridito di alcuni miei ospiti davanti ad una omelette confiture dalla consistenza di un materasso. Ma la serata peggiore è stata quando ho preparato per un mio amico, storico tunisino, pasta alla bottarga ben al dente, pesce persico ricoperto di bacche di pepe trito al mortaio, pecorino con mostarda d'uva. I tunisini mangiano la pasta collosa, questo in particolare era l'unico tunisino che odia il piccante, e infine guardava il sublime mosto d'uva, comprato a Genova, come un nemico pericoloso.
In quanto a voi, miei lettori, siete sollecitamente invitati a dare un vostro parere sul menu. E dico sincero perché potrebbe darsi il caso che in quel di luglio si decida di imbandire un desco per bloggers di ogni tipo: bloggers scissi, multipli, obliqui, single, bini e trini, cripto, eso ed endobloggers, bloggers in crisi mistica, d'identità, di nervi, di astinenza, esistenziale, in crisi di crisi, critici e in crisi di critica, con o senza amici immaginari, da portare in quantità moderata. Quindi chi voterà con doppia lingua pagherà il fio della sua colpa... quando ho snocciolato il menu al mio collega oggi, lui mi ha detto, ritraendo tutto il suo volto in una smorfia concava e con tono incrinato, ma PERCHE' cucini queste cose?
(sottofondo musicale: Ray Lema, Live at café de la danse in Paris piano solo,una musica che per me è legata all'energia, all'amore e al calore contagiosi di questo musicista, di cui ho stretto le grandi mani, una sera, alla Cattedrale di Saint Louis a Cartagine, dopo che lui e Odette si erano parlati in lingalà. Ma questa è un'altra storia...).

(la foto è dedicata ad Oyrad, la prendesse e ne facesse quel che vuole, perché se aspetta che arrivo a saperle mettere nei commenti le foto siamo freschi, nel senso che si fa Natale).

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Oddio Ba', un po' i miei gusti li conosci, diciamo che quando verrò a cena a casa tua, sarebbe meglio optare per una cucina più tradizionale, meno entnica e meno contaminata va :-)
A parte le penne al pistacchio di Bronte che non possono non commuovermi!

Anonimo ha detto...

credo sia quasi una cattiveria vista l'ora e vista la condizione attuale della mia pancia descrivere così minuziosamente la cena..... comunque io stasera una tradizionale frittata di zucchini e del muller turgau rigorosamente gelato...
spalluzza

barbara68 ha detto...

Seia, pur di averti gradita ospite sono disposta a scendere a compromessi classici ;)

Spalluzza, mi aspettano giorni di operosa solitudine e un frigo pieno di gourmandises. pianifico frittata ai fiori di zucca :d

Anonimo ha detto...

Slurp!la mia dieta è monotona ma sono disposto a sperimentare quasi tutto.(dopo aver letto il libro "Insetti che bontà" mi sono mangiato due cicaline).giuro!ciaoD

Anonimo ha detto...

Barbara, mi hai incantato... Sì, la dedica mi lusinga, e il tuo menù mi delizia... mi piace pensare a quella ricotta e a quel gelo di fragole come momenti più delicati rispetto ai sapori più forti in gioco: i pistacchi, le melanzane, gli aromi, le erbe, i condimenti... La foto è molto bella... facendo anche un po' di "astrazione", potrebbe persino sembrare una tela di pittura "concreta"... Così come la foto precedente sembrava una "still life" un po' "pop art" !!! ;-) Grazie ancora, e un abbraccio, Oyrad

Anonimo ha detto...

se prepari i peperoni imbottiti vengo pure io :-)

barbara68 ha detto...

Dec, lascia frinire le povere cicaline, qui mi hanno lasciato tutte le melanzane, che fai, passi a prenderle? ;)

oyrad, per te era il minimo... :)) purtroppo il menu è stato "deviato", dopo sorbetto e primo siamo passati direttamente alla torta mimosa semifredda con marmellata di amarene fatta in casa :d, ma si può replicare in un blogger party ;)
grazie per i commenti sulla foto, in fondo mi piace ritrarre oggetti ordinari nella loro bellezza, ma devo ancora lavorare parecchio...biz

Antonio, peperoni imbottiti sì, ma ce li mangiamo a Napoli! tu mi prepari un sartù di riso? ;) mi fa piacere che passi da queste parti :)

Anonimo ha detto...

Giorno, uccellini, già caldo, passato a salutarti,ciaociaobuona giornata(ataata)(mi piaccioni i finali innavvertibili come in Debussy..sissi...e la parentesi? puffff

barbara68 ha detto...

ciao, ma cho sei, tu o il tuo doppio? ma lo mandi a lavorare al posto tuo ;)una buona giornata anche a teeeeeeee.....

Anonimo ha detto...

sono particolarmente interessato alle penne al pesto di pistacchio di Bronte, ma in generale mi piace provare nuovi sapori... facciamo che inviti pure a me? :-)

Anonimo ha detto...

Sul rapporto cucina-scrittura: hai mai messo a lievitare in silenzio un testo?

Il menu mi intriga, adoro sperimentare, soprattutto con le spezie!

mi passi qualche ricetta?

barbara68 ha detto...

Francesco, io le penne te le faccio, facciamo dalle tue parti però? ;)

nad, una tragedia, sono ancora all'impasto, sono ai verbi difettivi come si dice....
ricette: su internet trovi il sorbetto al pomodoro che puoi declinare/variare a piacimento, prova anche con il pesto di pistacchio.ma penso sia semplice, macinare il pistacchio, olio, caprino e un po' di acqua della pasta per stemperare (è molto denso)

Anonimo ha detto...

E' così che intendo l'ospitalità, come un regalo personale e su misura tradotto in sapore.

è bello questo punto di partenza :)

ho imparato a cucinare da mia nonna che era mantovana e faccio sempre cose piuttosto classiche, ma ammiro chi come te ama sperimentare accostando sapori, consistenze, colori

"bloggers scissi, multipli, obliqui, single, bini e trini, cripto, eso ed endobloggers, bloggers in crisi mistica, d'identità, di nervi, di astinenza, esistenziale, in crisi di crisi, critici e in crisi di critica"
eheh, mi sa che siamo tutti un po' di tutto questo :-))
baci
Yzma

barbara68 ha detto...

Yzma, apprezzo anche le cose mantovane, possono essere un regalo personale anche quelle.
L'invito era pensato come ecumenico, eh eh baci ;)

Anonimo ha detto...

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