just married
Sarà che con l'età mi rammollisco, ma a me i matrimoni cominciano a commuovermi. Oggi sono andata ad assistere allo sposalizio dei miei amici M. ed R., traduttori/cuochi, a Palazzo Dugnani, che affaccia sui Giardini Palestro, e offre una sala splendida. Milano indossava un cielo da grandi occasioni, la giornata era ventosa, i colori vividi, gli sposi in tinte coordinate. Ma dico, dove li trovate due sposi che prima del matrimonio passano la giornata a preparare paste di mandorla da offrire dopo la cerimonia, e la torta nuziale? E poi, sapete cosa offre il comune di Milano agli sposi? Ma "I promessi sposi", naturalmente! Insomma, oggi sono convintamente ombelicale, domani magari mi pento. Spesa quasi cruelty free in uno dei supermercati più fighetti di Milano, fiori di zucca, pomodorini, chèvre, vongole, uva e ciliege, Cerasuolo e Syrah, l'aria è dolce, e io mi prendo una giornata di vacanza o quasi in attesa della sera, leggendo per lavoro un chicklit francese, pieno di gustosissime espressioni idiomatiche. L'altra sera a casa c'erano persone provenienti da quattro continenti, Australia esclusa, stasera mancherà l'Africa. Salusita dunque, come si dice dalle parti di R., in Messico cioè. Un brindisi alla dolcezza della vita, alla lettura di un libro rosso su un divano rosso su un tappeto rosso, nella luce e nel vento.