circoli virtuosi
Ci troviamo tutti riuniti, una compagnia che va ad assistere alla presentazione del libro di un amico a "Parole nel tempo" a Belgioioso, attorno alla tavola di una coppia siciliana dalla casa bella ed essenziale che ci ospita per uno "spuntino" di caponata, salame, caciocavallo silano e molto altro. Una psicoanalista, un'addetta stampa, una persona che lavora nell'intercultura, due in un festival del cinema, un giornalista che si occupa di editoria, una poetessa, una pittrice. Si comincia a parlare di leggere i libri a scuola, la psicoanalista dice che le case editrici dovrebbero far qualcosa, ci si mette a citare iniziative delle librerie in tal senso, ci si chiede quale debba essere il ruolo degli insegnanti, come fronteggiare il bullismo, e io dico che ci vorrebbero delle competenze trasversali, qualcuno che abbia competenze da educatore, nozioni di psicologia, che si occupi specificamente di questo. L'addetto stampa che per un periodo ha insegnato dice che vorrebbe dedicarsi a questo compito riallacciandosi in qualche modo alle sue competenze di insegnante. Il giornalista dice che si dovrebbe far leggere agli studenti delle cose vicine al loro mondo, al loro pensiero, farli appassionare. La psicoanalista ricorda che quando insegnava portava libri da leggere e commentare in classe, i suoi turbolenti ragazzi si rilassavano. Delle idee si possono mettere insieme così, molto semplicemente, a tavola, tra persone che uniscono competenze, idee e interessi con uno spirito collaborativo. Ne uscirà qualcosa? Solo il tempo lo dirà, ma intanto qualcosa è stato messo in comune, e si è creato un discorso, e una piccola rete di nuovi legami.