partecipo al progetto

partecipo al progetto
ibridamenti.splinder.com
Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post

martedì 26 giugno 2007

l'assoluto e la bellezza




Sembrano fatte per carezzare i sensi e lo spirito, serate come questa. Al teatro Dal Verme, la prima tranche della Milanesiana della mia stagione, con Orhan Pamuk e Jordi Savall. Di Pamuk, altri, con molta più competenza letteraria della sottoscritta, e una conoscenza quasi completa dell'opera dello scrittore, che invito caldamente a leggere (nel dubbio: entrambi), parleranno molto meglio di me (o forse, penso immodestamente, solo diversamente). Rimpiango di non aver portato un taccuino, mi aspettavo una conversazione canonica sull'opera di Pamuk e magari sull'attualità, mentre quello che considero uno dei pochi scrittori contemporanei ancora in grado di creare capolavori letterari ha donato al suo pubblico una vera e propria lectio, fatta di ragionamenti lucidi e affilati come una lama di coltello, limpidi come acque cristalline, mostrando una profonda capacità di compenetrazione del testo letterario. Pamuk ha dapprima citato i suoi scrittori preferiti, Proust, Mann, Dostoevskij, rivelando una forte percezione visiva ed estetica del testo, cosa che poi non stupisce chi abbia letto Il mio nome è Rosso (che io ho apprezzato in traduzione francese), dalle cui pagine fuoriescono incantevoli miniature, disegni che aspirano a dare un'idea della perfezione del mondo di creazione divina, e nel quale ogni cosa, per questo, non può essere cambiata, ma è destinata ad essere disegnata sempre al medesimo modo. E descrizioni sottilissime del processo della creazione delle miniature, tanto sottili quanto le descrizioni dei personaggi del polifonico romanzo, e la trama di una fosca catena di delitti che tiene avvinti fino all'ultima pagina. Nella decadenza di queste tradizioni iconiche per motivi di ordine religioso Pamuk vede un avvicendamento storico di decadenza e oscurantismo. Lo scrittore si è dedicato soprattutto a Dostoevskij, i cui personaggi, lui dice, aspirano all'assoluto pur sapendo di non potervi riuscire. Nel complesso rapporto di attrazione e repulsione per l'Occidente e le teorie illuministiche del protagonista delle Memorie del sottosuolo Pamuk legge finemente, addentrandosi nella biografia dello scrittore, lo stesso dilaniamento dell'autore, avverso non tanto ai principi filosofici e culturali occidentali quanto ad una cieca aderenza ad essi; e in fondo il suo, di Pamuk, dai cui libri affiora sempre il rapporto ambivalente con l'Occidente. Proprio da Dostoevskij è nata per Pamuk questa vena narrativa che oggi impregna tutta la letteratura postmoderna e postcoloniale, che si è appropriata, riformulandola, interrogandola, ampliandone gli orizzonti e complessificandoli, rendendoli più stridenti e meno composti, di quell'arte del romanzo che è di origine e tradizione europea. Ho amato molto la lucidità e nitidezza di pensiero, la compostezza di questo scrittore.
Jordi Savall, maestro di viola da gamba, mio strumento prediletto insieme al violoncello, è da lungo tempo uno dei miei musicisti preferiti, che mi ha fatto conoscere molti anni fa compositori come Juan del Encina e Alfonso X el Sabio. In questa serata ha eseguito alcune Folias e Romanescas di Diego Ortiz, musiche di Tobias Hume e dell'eccelso Marin Marais. Ora, qui accanto a me, giace la copertina di Suite d'un gout étranger (con circonflesso sulla u), pièces de viole du IV livre, 1717 (Aliavox). I tocchi profondi della viola da gamba mi avvolgono le viscere incapsulandomi in una membrana protettiva. Ristò avvolta dalla musica, e le mie membra ne accarezzano le vibrazioni, compenetrandovisi. Forse che la musica non rintocca nei nostri organi interni, nel nostro corpo? Dei musicisti di cui ha interpretato la musica, Jordi Savall ha detto che "erano persone che hanno dedicato la vita alla ricerca della bellezza". Io spero che in qualche modo lui, e loro, siano (stati) ricompensati per la bellezza che hanno profuso così generosamente, e che puntella il mondo, così come quella dei libri di Pamuk.
Questo che ascolto e altri magnifici dischi, tra i quali si trovano le musiche che ho ascoltato stasera, si possono trovare alla libreria Largo Mahler di via Conchetta 2 a Milano, o sul sito www.largomahler.it. E come al solito ho scritto un post più lungo che nelle mie intenzioni.

venerdì 30 marzo 2007

E quindi uscimmo a risentir le stelle?


No, non è andata proprio così. Nel senso che ho saputo troppo tardi, cioé ieri, che ieri sera ci sarebbe stato un concerto del Cantar Lontano alla Basilica di San Lorenzo, a posti esauriti. Sono stata più che contenta dei gentilissimi ringraziamenti di Marco Mencoboni al mio post(ino) su Ad Vesperas, ma un invitino, ecco, me lo potevano pure mandare. E comunque R. aveva già deciso che dovevamo andare prima all'aperitivo alle Tre Marie di viale Piave (il mio ultimo amore, bellissimo décor bianconero classico, ottimo barista anche se troppo lampadato, e poi come si può rifiutare di andare in un posto dove ti servono trota affumicata?) e ensuite ad ascoltare undici Contrappunti e Canoni dell'Arte della Fuga per due violini e due violoncelli nella cripta della Chiesa di San Fedele. Inframmezzati da letture da Clemente Rèbora, Thomas Stearn Eliot, Johann Sebastian Bach (meno male che esistono i Gesuiti). Pubblico sobrio e discreto, cosa rara alle manifestazioni culturali milanesi dove tutti si sforzano di mettersi in mostra quanto più possono. Tranne mio marito, che ha cominciato a protestare in maniera un po' troppo vivace per la modalità di lettura dei versi di Rèbora che proprio non gli andava giù. E ho conosciuto anche un simpaticissimo "immobiliarartista", un agente immobiliare che ha prodotto una mucca d'artista e sta cercando di farla esporre insieme alla mostra itinerante delle mucche d'artista. E poi gli piacciono anche i Sigur Ròs, insomma, apprezzabilissimo. Tutto questo per concludere, per chi abbia avuto la pazienza di arrivare fin qui, che Tra il tramonto e l'alba lo si può scaricare dal sito del Cantar Lontano. E che sto traducendo un libro sulla comunicazione che unisce svariate prospettive teoriche offrendo interessanti punti di vista, tra l'altro, sull'interazione tra i sensi e su modalità sensoriali di cui spesso non si è consci. Cosa della quale parlerò prossimamente.

venerdì 23 febbraio 2007

E lucevan le stelle


La definizione canonica di serendipity è "trovare qualcosa mentre si cerca qualcos'altro". In realtà credo che il termine si possa estendere al trovar qualcosa quando non si sta cercando niente di particolare, semplicemente perché si è sempre in cerca di qualcosa, intenzionati o predisposti verso qualcosa, perché l'occhio o altri sensi sono pronti a cogliere e selezionare nel mare di ciò che può essere poco o punto significante qualcosa che per il soggetto ha invece significato. E' una sorta di flanerie insomma, un vagabondaggio vigile. Questo per dire che la cosa più bella nella quale mi sia imbattuta alla Fiera del Libro di Torino dello scorso anno è una musica, quella di Languir me fault (anche se rischio di fare un torto ad Adrienne Rich e Nasòs Vàghenas). Che ho acquistato (il disco ma anche i libri di poesia Crocetti, in squisita carta avorio rigata) in un turbine di esclamazioni estasiate al rappresentante della casa discografica marchigiana E lucevan le stelle. Che ha fatto rivivere una tecnica peculiarmente marchigiana, quella del cantar lontano, cercando di ricreare le condizioni sonore di un coro i cui componenti cantavano a distanze specfiche in apposite cantorie predisposte nelle chiese, creando un effetto sublime all'ascolto. Ho languito per quasi un anno alla ricerca vana di questi bellissimi dischi, ma ora si possono comprare sul sito, scaricandoseli anche in formato mp3. E' possibile scaricarsi gratuitamente alcuni brani del Festival del cantar lontano insieme alle spiegazioni del maestro Mencoboni. E si può, o meraviglia, ascoltare o scaricarsi la voce del mio attore preferito, Toni Servillo, mentre racconta la vita di Diego Ortiz, maestro di cappella regia presso il vicerè spagnolo a Napoli, di cui esce ora questo magnifico Ad Vesperas, pubblicato da un'etichetta francese (lo dico io che i francesi sono superiori), Alpha. E pour en finir, domani ci sarà un live-blogging in collegamento dal Bit di alcuni piccoli concerti del Cantar Lontano. Io resterò attaccata al computer, anche perché tanto per fare qualcosa di diverso lavoro il fine settimana. E appena sono a piede libero vado da Fnac, che sospetto essere l'unico negozio in possesso di questa perla, per acquistare il disco ed estasiarmi ascoltandolo sino allo sfinimento.

film à ne pas rater

  • Come l'ombra, Marina Spada
  • el-Jenna alan, Paradise now, Hany Abu-Assad
  • Il segreto di Esma, Jasmila Zbanic
  • Inland Empire, David Lynch
  • La vita segreta delle parole, Isabelle Coixet
  • Mille miglia lontano, Zhang Ymou
  • Rosetta, Jean-Pierre e Luc Dardenne

letture

  • Amitav Ghosh, circostanze incendiarie, Neri Pozza
  • Aminatta Forna, Le pietre degli avi, Feltrinelli
  • Studio Azzurro. Videoambienti, ambienti sensibili
  • Rick Moody, I rabdomanti, Bompiani
  • Claire Castillon, Veleno, Bompiani
  • Werewere Liking, La memoria amputata, BCD editore
  • Antonio Pascale, La manutenzione degli affetti, Einaudi
  • Simon Ings, Il peso dei numeri, Il Saggiatore

ascolti dalla a alla zebda

  • Aida Nadeem, Out of Baghdad
  • Alessandro Scarlatti, Giovanni Bononcini, "Andate, o miei sospiri"
  • Amine e Hamza M'Rahi, Asfar
  • David Sylvian, Nine horses
  • David Sylvian, tutto
  • Diego Ortiz, Ad Vesperas, Cantar Lontano
  • Domenico Gabrielli, Opera completa per violoncello
  • Emanuela Galli, Gabriele Palomba, Franco Pavan, Languir me fault
  • Eric Truffaz, Mounir Trudi, Face-à-face
  • François Couperin, Leçons de Ténèbres
  • Gianmaria Testa, Extra-muros
  • Henry Purcell, Fantazias, Rose Consort of viols
  • Hildegard von Bingen, Canti estatici
  • J.S. Bach, Soprano Cantatas, Cappella Istropolitana
  • Japan, tutto
  • Marc Antoine Charpentier, Salve Regina
  • Marin Marais, Pièces à deux violes 1686
  • Mario Biondi (essì, Mario Biondi)
  • Paolo Conte, Elegia
  • Ray Lema, Mizila
  • Rose consort of viols, Elizabethan songs and consort music
  • Sonia M'Barek, Tawchih
  • Vengeance du rap tunisien
  • Violent femmes, Violent femmes (purissima goduria)
  • Zebda, Essence ordinaire

Etichette