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martedì 24 luglio 2007

disparaître dans la nature

Per diminuire l'imbarazzo della scelta sulla mia biblioteca portatile estiva, ho deciso di leggere a casa D'acque dolci di Fabienne Kanor, storia di immigrazione e seconda generazione antillese, tra madri e padri consunti dalla vita, tentativi di passare inosservate, stirandosi a morte i capelli, déchirure irreparabile tra uomini bianchi che non si può e non si vuole avere, per non ricadere nella trappola coloniale, e uomini neri violenti, ma alla cui attrazione non ci si riesce a sottrarre. Storia che finisce, anzi inizia male, con l'omicidio del proprio amante, dispositivo già utilizzato da Leila Marouane nel Castigo degli ipocriti, e lì molto più simbolicamente truculento. Insomma, vedo la ripetizione di eterne formule e questo mi tedia, come mi sta tediando Partir di Tahar Ben Jelloun, storia amara e nichilista sull'emigrazione, in cui nessuno dei protagonisti arriva da nessuna parte, e tutti alla fine muoiono, in un finale visionario, che è un tipo di stile di cui non riesco ad avvertire il senso. Vorrei qualcosa di meno attendibile da questa letteratura.
Ma quello che volevo dire, è che a p. 50 della Kanor sono piuttosto sobbalzata nel leggere di un'amica di Frida, la protagonista, che "sparisce nella natura" con un uomo che poi la prenderà a cinghiate durante il sesso. Si tratta della traduzione pêle–mêle dell'espressione francese disparaître dans la nature, cioè sparire (anche nel nulla), dissolversi, e quindi anche essere biodegradabili, riciclabili. Cerco su google, nessuno si è mai sognato di usare quest'espressione in italiano. Mi chiedo se si possa tradurre in questo modo per ampliare le possibilità espressive dell'italiano, a me per esempio piace scrivere "che non è senza ricordare" come trasposizione di ce qui n'est pas sans rappeler. Ma la nature no, temo che in italiano non se ne capisca il senso. Voi che ne dite? Quanto a me, dans quelque jour je vais disparaître dans la nature pendant quelque temps, le mie incursioni nel net si diraderanno, fino a sparire in Tunisia, dove a Mahdiya l'anno scorso abbiamo cercato invano un centro Internet, che sembrava sempre essere a cento metri da noi, secondo le indicazioni. Indosserò il mio numero di cellulare tunisino per salutare gli amici e vivrò per un po' in un'altra dimensione. Quindi, chi ha qualcosa da dire ha tempo fino alla fine del mese, altrimenti buone vacanze e ci si rivede, o piuttosto riscrive, al ritorno.
(la foto è stata presa a Kerkenah, e là, veramente si ha l'impressione di perdersi nella natura, chilometri di spiagge brulle, poche case distanziate, silenzio assoluto, forse un giorno racconterò dei miei giorni passati lì, intensi e rivelatori, tra donne).

martedì 17 luglio 2007

cosa porto sotto l'ombrellone?

Ho cominciato a selezionare un po' di libri da portarmi in vacanza. La scelta era ricca, l'imbarazzo copioso. Ho scartato per il momento tutta una serie di libri sul Mediterraneo e il libro sulla Metis di Detienne e Vernant, lasciandomi guidare dall'ispirazione, dal cuore, dalla coerenza con i luoghi (che in certi casi, come quelli precedenti, ho dovuto però ignorare). Alla fine mi ritrovo con undici libri, nessuno dei quali è una novità, cosa che mi piace, ma mi sembrano troppo per tre settimane di vacanza, nelle quali devo anche lavoricchiare un po' (scadenze, sempre scadenze...). Quali scegliere? Accetto suggerimenti. Li ho divisi in libri per Napoli e libri per la Tunisia.

Libri per Napoli
Enzo Moscato, Occhi gettati e altri racconti, Ubulibri (trascurato da troppo tempo...)
Roberto Saviano, Gomorra, Mondadori (il clima torrido e la densità atmosferica estiva ben vi si addicono)
Fabienne Kanor, D'acque dolci, Morellini (anche se leggere i libri in francese tradotti mi fa venire l'orticaria, ma mio marito me l'ha portato dalla redazione..., e poi è scorrevole e va via veloce ed equilibra testi più impegnativi e 'sta roba d'immigrazione mi piace e me la devo anche leggere)

poesia (che si può leggiucchiare entre les deux endroits)
Nasos Vaghenàs, Vagabondaggi di un non viaggiatore, Crocetti (con testo in greco a fronte, che qualcosa la si capisce ed è molto molto piacevole, e poi ci sono le odi barbare e come si fa a non leggerlo?)
Tahar ben Jelloun, La remonte des cendres, Seuil (con una traduzione in arabo di un altro poeta)

Libri per la Tunisia
Ruth Prawer Jhabvala, East into upper east, Plain tales from New York and New Delhi, Abacus (è l'unico libro di fiction "serio" e proprio non lo posso eliminare, o forse sì)
Marcella Delle Donne, Umberto Melotti, Mediterraneo di là del mare. Tunisia Italia, Ediesse (sono almeno quattro anni che ce l'ho, e poi parla di Mahdiya, irrinunciabile)
Ibn Battuta, Voyages, vol. I, De l'Afrique du Nord à la Mecque, La Dècouverte (anche questo in lista da tempo: e magari mentre sono in TN mi compro anche gli altri due)
Sa Sainteté le Dalai Lama, Le pouvoir de l'esprit. Entretien avec des scientifiques, Fayard (e pure questo lo considero piuttosto improcrastinabile).
Samir Kassir, L'infelicità araba, Einaudi
Alain Didier Veill, Quartier Lacan, Flammarion

Ecco, mentre scrivevo ho deciso di eliminare Moscato, Didier Weill e Kassir, ma Saviano, Battuta e Jhabvala sono piuttosto consistenti, sono veramente molto indecisa, magari Jhabvala è quello meno in tema e quindi scorre meno. Ma quello che resta non è ancora troppo?
Qualcuno ha qualche suggerimento?

(foto di Monsieur Melpì)

film à ne pas rater

  • Come l'ombra, Marina Spada
  • el-Jenna alan, Paradise now, Hany Abu-Assad
  • Il segreto di Esma, Jasmila Zbanic
  • Inland Empire, David Lynch
  • La vita segreta delle parole, Isabelle Coixet
  • Mille miglia lontano, Zhang Ymou
  • Rosetta, Jean-Pierre e Luc Dardenne

letture

  • Amitav Ghosh, circostanze incendiarie, Neri Pozza
  • Aminatta Forna, Le pietre degli avi, Feltrinelli
  • Studio Azzurro. Videoambienti, ambienti sensibili
  • Rick Moody, I rabdomanti, Bompiani
  • Claire Castillon, Veleno, Bompiani
  • Werewere Liking, La memoria amputata, BCD editore
  • Antonio Pascale, La manutenzione degli affetti, Einaudi
  • Simon Ings, Il peso dei numeri, Il Saggiatore

ascolti dalla a alla zebda

  • Aida Nadeem, Out of Baghdad
  • Alessandro Scarlatti, Giovanni Bononcini, "Andate, o miei sospiri"
  • Amine e Hamza M'Rahi, Asfar
  • David Sylvian, Nine horses
  • David Sylvian, tutto
  • Diego Ortiz, Ad Vesperas, Cantar Lontano
  • Domenico Gabrielli, Opera completa per violoncello
  • Emanuela Galli, Gabriele Palomba, Franco Pavan, Languir me fault
  • Eric Truffaz, Mounir Trudi, Face-à-face
  • François Couperin, Leçons de Ténèbres
  • Gianmaria Testa, Extra-muros
  • Henry Purcell, Fantazias, Rose Consort of viols
  • Hildegard von Bingen, Canti estatici
  • J.S. Bach, Soprano Cantatas, Cappella Istropolitana
  • Japan, tutto
  • Marc Antoine Charpentier, Salve Regina
  • Marin Marais, Pièces à deux violes 1686
  • Mario Biondi (essì, Mario Biondi)
  • Paolo Conte, Elegia
  • Ray Lema, Mizila
  • Rose consort of viols, Elizabethan songs and consort music
  • Sonia M'Barek, Tawchih
  • Vengeance du rap tunisien
  • Violent femmes, Violent femmes (purissima goduria)
  • Zebda, Essence ordinaire

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