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martedì 27 marzo 2007

Riflessioni sulle Mgf

La cartina qui accanto traccia l'area di diffusione delle mutilazioni genitali femminili o modificazioni genitali del corpo. La zona gialla indica i paesi dove si pratica l'escissione o ablazione del clitoride, quella rossa le zone di infibulazione, chiusura vaginale quasi totale. Tra il 2005 e il 2006 Lia Lombardi, Lidia Calderoli, Silvia Bianchi, Roberta Sala e io abbiamo lavorato ad una ricerca Ismu sulle Mgf, con contributi teorici e intervistando operatori sanitari lombardi per comprendere come percepiscono e trattano le Mgf. Ne è uscito fuori un lavoro, "Mutilazioni genitali femminili. Riflessioni teoriche e pratiche", curato da Nicola Pasini, che è interamente scaricabile qui, dal sito dell'Ismu, nella sezione delle pubblicazioni dell'Osservatorio Regionale del 2007. Lia ha scritto delle riflessioni su corpo e dominazione di genere, Lidia sulle marcature del corpo, Silvia ha fatto buona parte delle interviste e curato la parte metodologica, io mi sono occupata soprattutto di analizzare le interviste e tirare le conclusioni della ricerca. Era un periodo in cui non stavo bene e avevo lasciato cadere ogni impegno lavorativo, ma questo doveva essere portato a termine e in qualche modo ne è uscito qualcosa di degno, così mi dicono. Spero possa essere utile a qualcuno o a qualcosa. E' uno dei motivi principali per cui faccio ricerca sociale e continuerò a farla finché ne avrò la possibilità. Un altro lavoro molto significativo è stato condotto da Carla Pasquinelli, mia direttrice di dottorato, per incarico dell'Aidos. Alcuni stralci della sua ricerca si possono trovare nel libro accluso al Dvd di "Mooladé" di Ousmane Sembene, edito da Feltrinelli.

mercoledì 7 febbraio 2007

cicatrici invisibili


Oggi sono stata a Roma per assistere ad un convegno sulle cosiddette Mgf, nome con il quale vengono indicati svariati tipi di asportazione dei genitali femminili, che possono andare da una leggera ablazione a un'eradicazione del clitoride, alla rimozione e cucitura delle grandi labbra. E' un fenomeno diffuso soprattutto in Africa e che si stima riguardi circa 130 milioni di donne. Le ricadute sulla salute di queste donne possono essere innumerevoli, tanto quanto le motivazioni che vengono attribuite a questa pratica: di purificazione religiosa, di pulizia, di miglioramento estetico, di controllo della sessualità e della procreazione. Nei fatti, soprattutto nelle forme più radicali, le donne vengono private della sensibilità sessuale, i rapporti diventano dolorosi non solo per loro ma per gli stessi mariti, che, come direbbe Bourdieu, sono dei dominanti dominati essi stessi dalle regole della dominazione (i suoi giochi di parole ritorti mi piacciono sempre tanto, tanto quanto sono rigorosamente analitici). Il 6 febbraio è la giornata mondiale per ricordare le Mgf, ed è la prima volta che questa giornata viene ricordata in Italia. Il ministero della salute, quello delle pari opportunità e alcune regioni, come Lombardia, Toscana e Lazio, si stanno mobilitando per conoscere le dimensioni del fenomeno, fare opera di prevenzione e dialogo per evitare nuovi dolori ad altre bambine. Sono stata contenta di essere lì, mi sono piaciute la Turco e la Pollastrini, ho ammirato il coraggio e l'impegno di tutte le persone che lavorano per cercare di cambiare mentalità tradizionali e usanze sociali complesse e profondamente imbricate nelle società in cui vengono praticate. Anche da noi, parlare con queste donne è difficile, perché spesso si sottraggono alle istituzioni sanitarie. Un medico che ha cominciato a visitare immigrati clandestini in sala mortuaria al San Gallicano a Roma, quando mancava lo spazio e qualsiasi coordinata legislativa, ha citato una frase da Saint-Exupéry: l’essenziale è invisibile agli occhi, non si vede che con il cuore. Una filosofa, Francesca Brezzi, ha parlato della passione di pensare. La filosofia riceve dalla realtà concreta le questioni su cui si deve interrogare. Quando vedo una di queste donne, egiziana, somala, eritrea o etiope, ho sempre un sussulto, pensando alla cicatrice invisibile che porta silenziosamente con sé e tutte le sue conseguenze. E voglio credere che esista ancora una passione del pensare e dell'agire che orienta il nostro impegno, dare un piccolo contributo che rischiari la comprensione delle cose, che possa apportare un pur microscopico cambiamento, un'apertura al dialogo, un minimo sobbalzo nelle coscienze.

film à ne pas rater

  • Come l'ombra, Marina Spada
  • el-Jenna alan, Paradise now, Hany Abu-Assad
  • Il segreto di Esma, Jasmila Zbanic
  • Inland Empire, David Lynch
  • La vita segreta delle parole, Isabelle Coixet
  • Mille miglia lontano, Zhang Ymou
  • Rosetta, Jean-Pierre e Luc Dardenne

letture

  • Amitav Ghosh, circostanze incendiarie, Neri Pozza
  • Aminatta Forna, Le pietre degli avi, Feltrinelli
  • Studio Azzurro. Videoambienti, ambienti sensibili
  • Rick Moody, I rabdomanti, Bompiani
  • Claire Castillon, Veleno, Bompiani
  • Werewere Liking, La memoria amputata, BCD editore
  • Antonio Pascale, La manutenzione degli affetti, Einaudi
  • Simon Ings, Il peso dei numeri, Il Saggiatore

ascolti dalla a alla zebda

  • Aida Nadeem, Out of Baghdad
  • Alessandro Scarlatti, Giovanni Bononcini, "Andate, o miei sospiri"
  • Amine e Hamza M'Rahi, Asfar
  • David Sylvian, Nine horses
  • David Sylvian, tutto
  • Diego Ortiz, Ad Vesperas, Cantar Lontano
  • Domenico Gabrielli, Opera completa per violoncello
  • Emanuela Galli, Gabriele Palomba, Franco Pavan, Languir me fault
  • Eric Truffaz, Mounir Trudi, Face-à-face
  • François Couperin, Leçons de Ténèbres
  • Gianmaria Testa, Extra-muros
  • Henry Purcell, Fantazias, Rose Consort of viols
  • Hildegard von Bingen, Canti estatici
  • J.S. Bach, Soprano Cantatas, Cappella Istropolitana
  • Japan, tutto
  • Marc Antoine Charpentier, Salve Regina
  • Marin Marais, Pièces à deux violes 1686
  • Mario Biondi (essì, Mario Biondi)
  • Paolo Conte, Elegia
  • Ray Lema, Mizila
  • Rose consort of viols, Elizabethan songs and consort music
  • Sonia M'Barek, Tawchih
  • Vengeance du rap tunisien
  • Violent femmes, Violent femmes (purissima goduria)
  • Zebda, Essence ordinaire

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