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venerdì 5 ottobre 2007

sono da ibrid@menti

Sono reperibile qui, dove parlo di narrazioni personali, di scambio e circolazione di racconti che si snodano tra passato, presente e futuro, di sguardi e ascolti reciproci, di disegni delle vite delle persone, di inedite identità, dell'efficacia simbolica e poietica della parola (e dei segni), delle sue possibilità rivelatrici.

mercoledì 2 maggio 2007

ritratti # 1







Ieri sono andata a vedere due mostre fotografiche al Forma, la galleria di Contrasto che ha aperto da non molto tempo a Milano, a Piazza Tito Lucrezio Caro, un piccolo quadrato raccolto e quieto impreziosito da un crocchio centrale di alberi centenari e frondosi, cosa rara a incontrarsi. Sembra una sorta di immersione in un tempo altro, anche a causa della presenza di un vecchio deposito Atm, una cui parte ospita proprio il Forma, e poi di rigattieri e negozi che vendono oggetti rari e desueti. Si respira un altro ritmo, rallentato, propizio dunque alla concentrazione richiesta dalla visita a una mostra fotografica, che spesso, quasi sempre, è immersione in un tempo e nei suoi ritmi.
La prima mostra che ho visitato era una personale di Elliott Erwitt, "Io e gli altri", una galleria di autoritratti e ritratti altrui intelligentemente pensata in contrasto concettuale con l'altra, "Faccia a faccia", stavolta una collettiva (e oggetto del prossimo post). Entrambe saranno visitabili fino al 17 giugno.
Mi è venuto da pensare questo vedendo la mostra, prevalentemente composta di ritratti di personaggi entrati nella storia. Oltre alle foto carpite dalla cartella stampa, vi erano ritratti di Marlene Dietrich, Jaqueline Kennedy in gramaglie da vedova, John Kennedy nella sua stanza ovale, Fidel Castro, Che Guevara, Marlon Brando sul set di "Fronte del porto", il laido Henry Kissinger. La foto che più mi ha incantata è quella di Simone de Beauvoir, vestita di scuro, volto dal taglio preciso e dall'espressione sobria, austera, intenta, ma presente, circondata da alcuni oggetti poggiati su di un tavolino su cui poneva la mano, l'altra in grembo, alla sua destra una balaustra di una scala in legno. I capelli, tesi e legati indietro. Un ritratto che a me dava l'idea della temperie interiore che può animare una mente che pensa intellettualmente, nel senso dell'impegno del pensiero in funzione collettiva.
Quasi tutte le foto sono documenti storici. E documenti sociali, anche quando ritraggono sconosciuti, ma la località in cui sono scattate, i dettagli sullo sfondo, ne rivelano il posizionamento sociale.
E' sempre sorprendente vedere in volto lo sguardo di chi è dietro la macchina fotografica. Elliott Erwitt, classe 1928, è nato a Parigi con il nome di Elio Romano, e ha passato la sua infanzia a Milano, per poi andare a New York, indi a Los Angeles, infine di nuovo a New York, dove l'incontro con Robert Capa ha segnato la sua vita, come quella di altri fotografi Magnum. Aria scanzonata da giovane, gran massa di capelli a spazzola ritti in testa, l'aria di chi non prende troppo sul serio né se stesso né gli altri, oggi Elliott Erwitt ha l'aria quieta di un anziano signore qualsiasi in pensione, grossi occhiali dalla montatura metallica, se non fosse per quel sorrisino e quel brillìo quasi impercepibile nello sguardo. I ritratti e autoritratti di Erwitt sono quasi sempre con buffi parrucconi, quasi che non volesse farsi troppo sacralizzare. Erwitt é consapevole che la foto è un furto, che infastidisce le persone, e allora ruba rapidamente, in modo che i suoi soggetti non se ne accorgano. Portare le vite degli altri in pubblico è sempre una questione delicata, ma vi è chi agisce spinto dall'insopprimibile esigenza di farlo. Un atto rispettoso/irrispettoso di sottrazione consapevole e sovente contrita è il tributo pagato da chi agisce ed è agito dall'impulso di raccontare le vite degli altri.

film à ne pas rater

  • Come l'ombra, Marina Spada
  • el-Jenna alan, Paradise now, Hany Abu-Assad
  • Il segreto di Esma, Jasmila Zbanic
  • Inland Empire, David Lynch
  • La vita segreta delle parole, Isabelle Coixet
  • Mille miglia lontano, Zhang Ymou
  • Rosetta, Jean-Pierre e Luc Dardenne

letture

  • Amitav Ghosh, circostanze incendiarie, Neri Pozza
  • Aminatta Forna, Le pietre degli avi, Feltrinelli
  • Studio Azzurro. Videoambienti, ambienti sensibili
  • Rick Moody, I rabdomanti, Bompiani
  • Claire Castillon, Veleno, Bompiani
  • Werewere Liking, La memoria amputata, BCD editore
  • Antonio Pascale, La manutenzione degli affetti, Einaudi
  • Simon Ings, Il peso dei numeri, Il Saggiatore

ascolti dalla a alla zebda

  • Aida Nadeem, Out of Baghdad
  • Alessandro Scarlatti, Giovanni Bononcini, "Andate, o miei sospiri"
  • Amine e Hamza M'Rahi, Asfar
  • David Sylvian, Nine horses
  • David Sylvian, tutto
  • Diego Ortiz, Ad Vesperas, Cantar Lontano
  • Domenico Gabrielli, Opera completa per violoncello
  • Emanuela Galli, Gabriele Palomba, Franco Pavan, Languir me fault
  • Eric Truffaz, Mounir Trudi, Face-à-face
  • François Couperin, Leçons de Ténèbres
  • Gianmaria Testa, Extra-muros
  • Henry Purcell, Fantazias, Rose Consort of viols
  • Hildegard von Bingen, Canti estatici
  • J.S. Bach, Soprano Cantatas, Cappella Istropolitana
  • Japan, tutto
  • Marc Antoine Charpentier, Salve Regina
  • Marin Marais, Pièces à deux violes 1686
  • Mario Biondi (essì, Mario Biondi)
  • Paolo Conte, Elegia
  • Ray Lema, Mizila
  • Rose consort of viols, Elizabethan songs and consort music
  • Sonia M'Barek, Tawchih
  • Vengeance du rap tunisien
  • Violent femmes, Violent femmes (purissima goduria)
  • Zebda, Essence ordinaire

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