partecipo al progetto

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sabato 5 maggio 2007

ritratti # 2





Pur avendo notevolmente apprezzato Erwitt, sono stata però più attratta da "Faccia a faccia. Il nuovo ritratto fotografico", da una parte perché i miei personali interessi fotografici vanno attualmente in una direzione più concettuale, dall'altra perché a queste foto

soggiace una serie di complesse riflessioni sullo status del volto ai nostri giorni, da cui scaturisce una serie di immagini dal valore profondamente simbolico e contestatario. Il retroscena a cui queste foto rispondono è ben spiegato da William Ewing, direttore del Musée de l'Elysée di Losanna, che ha realizzato questa mostra appositamente per Forma. Queste foto rispondono ad altre foto, ad altre condizioni sociali e ad altre tecniche che hanno modificato profondamente il modo stesso di narrare attraverso la fotografia. Esse rispondono a volti modificati, ritoccati essi stessi in primis, per fornirci la rappresentazione di un'assenza di soucis, il contraltare di un benessere materiale e di "vite eccezionali" che consentono la soddisfazione di tutti i desideri, "un efficacissimo serbatoio mentale a cui attingere", dice Ewing (che nel frattempo mi sto chiedendo se sia parente di quel James Ewing che ho conociuto in Tunisia, caruccio e carissimo ragazzo, che tuttavia aveva vinto una prestigiosa borsa Fullbright per realizzare delle insipidissime foto architettoniche).
Oggi il compito della fotografia non è più, o piuttosto non solo, quello di mostrare "il volto del proprio tempo", ma una posizione ben precisa in quel campo di battaglia, posta in gioco di lotte, come direbbe Bourdieu, all'intersezione di scienza, tecnologia, industria, commercio, arte, politica. E così i nuovi fotografi simboleggiano il volto come maschera, lo coprono con uno specchio in modo da dimostrare come questo possa tanto nascondere quanto svelare, lo trasformano in paesaggio con sofisticati programmi di morphing, ne mostrano l'avvicendarsi attraverso il tempo costruendo filmati di pochi minuti fatti di foto auto-scattate quotidianamente nell'arco di sette anni, ne rappresentano il mistero sfocando al massimo l'immagine o giocando con rotoli di tessuto che danno l'illusione di volti. Ho apprezzato molto le foto scattate a volti di persone morte, dolcemente avvolte in bianche lenzuola, i muscoli rilassati, espressioni serene e sorridenti, anche se l'impatto è difficile da reggere. Mi sono piaciute le foto iperrealistiche di ballerine di lap dance, il volto protagonista incontrastato dell'inquadratura, così come molte altre immagini in questa mostra, spogliate dei molti riferimenti culturali del corpo, qualcuno residuo nelle capigliature, l'obiettivo impietoso ne che coglie ogni poro, quasi a volerne investigare la nuda umanità. Così anche altri ritratti di persone prese dalla strada e completamente decontestualizzate, anche nella postura di posa, in modo da ritrarne l'effetto di spiazzamento nel venir meno di ogni ancoraggio noto. Belle anche le foto mostrate sul computer dei soldati morti in Iraq, e prese dal sito del New York Times (che non ho colpevolmente appuntato) in sequenza rapidissima, scomposte in quadratini, quasi a voler ricordare il nesso tra la loro morte e la tecnologia. E poi particolarmente apprezzabili sono i ritratti un po' warholiani di personaggi come Schwarzenegger o Michael Jackson, con spiazzanti inversioni del soma. E le foto iperrealistiche e quasi tridimensionali di Bush, Chirac, Blair, le guace rubizze, i colori violenti, gli occhi gonfi di pianto aggiunto dal fotografo, una specie di ritratto di Dorian Gray, in un certo senso, che mostra le conseguenze del loro disumano agire. Dimenticavo le foto scattate ai travestiti thailandesi, costruzioni così minuziose, con il loro fondotinta, le sopracciglia depilate, le labbra nettamente definite dal trucco, che non capisci se risponda più ad esegeze dei clienti o a un modo di voler costruire la propria identità. Ora vediamo queste immagini come strettamente aderenti al presente, ma anche loro ne costituiscono un documento e ne saranno traccia. Ecco, queste foto mi sono piaciute proprio. Ma non ho preso appunti e la mia Nikon è troppo ingombrante per scattare furtive foto clandestine. Per cui ho rimediato comprando un gioiellino Nokia adatto all'uopo (che canta con voce melodiosa e pura e fa tutto tranne il massaggio thailandese al risveglio), ringraziando in cuor mio il ladro che mi ha spinta a tale acquisto. Quindi tornerò a rifare i miei diligenti compitini quando torno per vedermi le foto di "Genesi" di Salgado. Le didascalie mi è stato impossibile aggiungerle, Iskander è in tilt e sto scrivendo con un Mac G3 che è una vera schiuvazione. Ah, anche questa mostra dura fino al 17 giugno. Chi volesse mostrarmi la sua riconoscenza per cotali pregiate informazioni può chiedere a scelta il mio numero di conto corrente per munifiche donazioni in denaro che spenderò in libri, dvd di Internazionale o di e-mik, vestiti in lino e seta o dischi del Cantar Lontano. Oppure il mio indirizzo per consegnare mozzarelle di bufala, cassate siciliane o anche cannoli, vini passiti siciliani, cioccolata modicana, pesti al pistacchio, marmellata di bergamotto o ficodindia, mostarde mantovane, bottarga intera, ceramica raku anche autoprodotta, anellini da piede e cavigliere da khatakhali. Gradito anche caviale iraniano e come ultima ratio pregiatissimi mp3 quasi introvabili soprattutto arabi e rap francese e frutti di bosco colti a mano. Il dono è bello quando é gratuito, ma la reciprocità non è sgradita. Buon weekend...

mercoledì 2 maggio 2007

ritratti # 1







Ieri sono andata a vedere due mostre fotografiche al Forma, la galleria di Contrasto che ha aperto da non molto tempo a Milano, a Piazza Tito Lucrezio Caro, un piccolo quadrato raccolto e quieto impreziosito da un crocchio centrale di alberi centenari e frondosi, cosa rara a incontrarsi. Sembra una sorta di immersione in un tempo altro, anche a causa della presenza di un vecchio deposito Atm, una cui parte ospita proprio il Forma, e poi di rigattieri e negozi che vendono oggetti rari e desueti. Si respira un altro ritmo, rallentato, propizio dunque alla concentrazione richiesta dalla visita a una mostra fotografica, che spesso, quasi sempre, è immersione in un tempo e nei suoi ritmi.
La prima mostra che ho visitato era una personale di Elliott Erwitt, "Io e gli altri", una galleria di autoritratti e ritratti altrui intelligentemente pensata in contrasto concettuale con l'altra, "Faccia a faccia", stavolta una collettiva (e oggetto del prossimo post). Entrambe saranno visitabili fino al 17 giugno.
Mi è venuto da pensare questo vedendo la mostra, prevalentemente composta di ritratti di personaggi entrati nella storia. Oltre alle foto carpite dalla cartella stampa, vi erano ritratti di Marlene Dietrich, Jaqueline Kennedy in gramaglie da vedova, John Kennedy nella sua stanza ovale, Fidel Castro, Che Guevara, Marlon Brando sul set di "Fronte del porto", il laido Henry Kissinger. La foto che più mi ha incantata è quella di Simone de Beauvoir, vestita di scuro, volto dal taglio preciso e dall'espressione sobria, austera, intenta, ma presente, circondata da alcuni oggetti poggiati su di un tavolino su cui poneva la mano, l'altra in grembo, alla sua destra una balaustra di una scala in legno. I capelli, tesi e legati indietro. Un ritratto che a me dava l'idea della temperie interiore che può animare una mente che pensa intellettualmente, nel senso dell'impegno del pensiero in funzione collettiva.
Quasi tutte le foto sono documenti storici. E documenti sociali, anche quando ritraggono sconosciuti, ma la località in cui sono scattate, i dettagli sullo sfondo, ne rivelano il posizionamento sociale.
E' sempre sorprendente vedere in volto lo sguardo di chi è dietro la macchina fotografica. Elliott Erwitt, classe 1928, è nato a Parigi con il nome di Elio Romano, e ha passato la sua infanzia a Milano, per poi andare a New York, indi a Los Angeles, infine di nuovo a New York, dove l'incontro con Robert Capa ha segnato la sua vita, come quella di altri fotografi Magnum. Aria scanzonata da giovane, gran massa di capelli a spazzola ritti in testa, l'aria di chi non prende troppo sul serio né se stesso né gli altri, oggi Elliott Erwitt ha l'aria quieta di un anziano signore qualsiasi in pensione, grossi occhiali dalla montatura metallica, se non fosse per quel sorrisino e quel brillìo quasi impercepibile nello sguardo. I ritratti e autoritratti di Erwitt sono quasi sempre con buffi parrucconi, quasi che non volesse farsi troppo sacralizzare. Erwitt é consapevole che la foto è un furto, che infastidisce le persone, e allora ruba rapidamente, in modo che i suoi soggetti non se ne accorgano. Portare le vite degli altri in pubblico è sempre una questione delicata, ma vi è chi agisce spinto dall'insopprimibile esigenza di farlo. Un atto rispettoso/irrispettoso di sottrazione consapevole e sovente contrita è il tributo pagato da chi agisce ed è agito dall'impulso di raccontare le vite degli altri.

martedì 1 maggio 2007

a piedi nudi nel parco






Un po' di concessione al nombrilisme mentre lavoro a qualche recensione (è che in realtà ancora non mi sono creata un account fotografico).Oggi la parola lavoro non dovrebbe essere pronunciata, ma mi concedo il lusso di scrivere cose che mi interessano e mi

danno piacere creativo al di fuori del campo dell'impegno professionale formale, prima di andare a farmi una scorpacciata di foto al Forma. Poi magari mi pento come succede con tutti i post ombelicali dichiarati e non e lo cancello, non so...







Ah, ne approfitto per fare un po' di pubblicità a mia cognata, orafa che opera a Napoli. Il girocollo è opera sua. E' capace di creare gioielli delicati, poetici, minimali, talora sublimi.

domenica 29 aprile 2007

mucche d'autore










venerdì 27 aprile 2007

anch'io voglio testarmi, testarvi, ricevere attestati e forse anche batoste

Rapita dal test proposto da licenziamento del poeta ho voluto pronto imitarlo e così ho confezionato anche io un mio testino personale. Chi mi ama mi conosce? Chi mi conosce mi ama? Chi mi ama mi segue o fa fatica? Qualcuno pensa di conoscere alcune delle mie manie e fissazioni? Qualcuno ha veramente voglia di fare questo test? Domande ardue a cui è difficile trovare una risposta... ai postumi l'ardua sentenza...

mercoledì 25 aprile 2007

Liberazione!!!!

Guardo con aria soddisfatta e lievemente inebetita il rapporto finale del formulario elettronico Epss per inserire i progetti europei, dopo che ho finito, sembra correttamente, di inserire dati e testo del progetto, nonostante alcuni accadimenti tragicomici. Proprio in quei giorni mi hanno staccato telefono e Adsl, il mio editor è prima andato ad Atene e poi mi ha fatta spantecare per correggermi il testo perché prima doveva mandare una raccomandata. Un mio amico perfezionista che mi aiutava dall'America mi ha infarcito il file di marcature di correzioni che mi ci è voluta una vita per toglierle. Infine mi hanno rubato il telefonino. Sono indecisa se credere al malocchio o solo alla cieca sfiga che talora raggiunge dense condensazioni statistiche. Ma beh, in qualche modo è andata. E' solo il primo stage e so che la competitività è forte, che se anche passo il primo vai a vedere il secondo etc. Ma lavorare a questo progetto mi ha appassionata. In un mese sono riuscita ad aggiornarmi sulla letteratura sull'immigrazione. E poi è così bello, nel leggere, quel processo mentale che comincia a operare connessioni e a formare strutture cognitive, che poi troveranno forma in un testo argomentato. A volte le idee mi vengono leggendo, ma talora capita anche mentre non sto facendo nulla, passeggio, porto a spasso le buste della spesa. E' un'attività mentale che diventa continua, che costituisce una tela di fondo quotidiana, un brusìo costante, talora.
Ho deciso quindi di postare la lista dei libri che ho sfogliato, compulsato, consultato, letto, circa sessanta, per due motivi. Perché i lettori che passano da queste parti, tenendo conto che una metà di italiani leggono un libro l'anno, e calcolando una percentuale di abbattimento visto che un terzo scarso di questi testi è stato letto integralmente, mi dia un consiglio per quanti anni posso essere dispensata dalla lettura. Poi, se volete fare un gioco, potete sempre tentare di indovinare quali erano gli assi portanti del progetto. Io ora, per rilassarmi, ho cominciato a leggere Il Mondo della mente di Mario Galzigna, e visto che ero allenata sono già a pagina settanta e presto cercherò di scrivere la recensione promessa.
et voilà la liste:
-Stefano Allievi, 2002, Musulmani d’Occidente. Tendenze dell’Islam europeo, Roma, Carocci. (Cedoc Ismu, REL/5554)
-Stefano Allievi, Felice Dassetto, 1993, Il ritorno dell’Islam, Roma, Edizioni Lavoro, REL/1385
-Stefano Allievi, Jorgen S. Nielsen, Muslim network and Transnational communities in and across Europe, vol. 1, Brill, Leiden, 2003. (biblioteca personale)
-Gerard Althabe, Monique Selim, 1998, Démarches ethnologiques au présent, Paris, L’Harmattan.
-Maurizio Ambrosini, Sociologia delle migrazioni, Il Mulino 2005.
-Maurizio Ambrosini, 2006, Costruttori di integrazione. Gli operatori dei servizi per gli immigrati, Fondazione Ismu, Regione Lombardia, Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità, Milano(biblioteca personale).
-Jean-Loup Amselle, 1999, Logiche meticce. Antropologia dell’identità in Africa e altrove, Bollati Boringhieri, Torino. (biblioteca personale)
-Arjun Appadurai, 1996, Modernity at large: cultural dimensions of globalization, London, University of Minnesota press (fotocopie, biblioteca personale).
-Gianfranco Bettetini, 2003, Capirsi e sentirsi uguali. Sguardo sociosemiotico al culturalismo, Milano, Bompiani. (biblioteca personale)
-Homi Bhabha, 1994, The location of culture, Routledge, London/New York, (Bic 306.0904 BHAH.LOC/2004).
-Dan Bechmann, Ville et immigration, Priére d’insérer, L’Harmattan 1995. (Bic. Dip. Sc.Umane)
- Rita Bichi, 2000, La società raccontata : metodi biografici e vite complesse, Milano, Franco Angeli (fotocopie, biblioteca personale) .
- Rita Bichi, Giulio Valtolina, 2007, Nodi e snodi. Progetti e percorsi di integrazione degli stranieri immigrati, Franco Angeli, Milano. (biblioteca personale)
- Simona Bodo, Silvana Cantù, Silvia Mascheroni, Progettare insieme per un patrimonio interculturale, Quaderni Ismu 1/2007. (biblioteca personale)
- John R. Bowen, “Beyond migration: Islam as a transnational public space”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 5, pp. 879-894.
- Massimo Campanini, 2003, Islam e politica, Bologna, Il Mulino. (Cedoc Ismu, REL/4937)
- Lisa Capps, Elisabeth Ochs. 1996, Narrating the Self, “Annual Review of Anthropology”, vol. 25, pp. 19-43 (biblioteca personale, formato pdf).
- Tiziana Caponio, 2005, “Policy networks and immigrants’Associations in Italy: the cases of Milan, Bologna and Naples”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 31, n. 5, pp. 931-950 (fotocopie, biblioteca personale) .
- Caritas, 2001, Dossier Statistico immigrazione, Roma (biblioteca personale)
Jocelyne Cesari, Alain Moreau, Alexandra Schleyer-Lindenmann, 2001, “Plus marseillais que moi, tu meurs!”. Migrations identités et territoires à Marseille, L’Harmattan, Paris. (biblioteca personale)
- Francisco Checa, 2002, Las migraciones a debate. De las teorìas a las pràcticas sociales, Icaria, Almerìa. (fotocopie, biblioteca personale)
- Francisco Checa, Juan Carlos Checa Olmos, Angeles Arjona Garrido, “Las historias de vida como técnica de acercamiento a la realidad social”. El caso de las migraciones, pp. 347 – 372.
- Francisco Checa, Angeles Arjona, Juan Carlos Checa, 2003, La integraciòn social de los inmigrados. Modelos y experiencias, Icaria, Almerìa.(fotocopie, biblioteca personale)
- Juan Carlos Checa Olmos, « La segregaciòn residencial de los inmigrados : aproximaciòn teòrico-pratica », 207-241
- Teresa Belmonte Garcìa, “Atenciòn a la diversidad en la empresa sanitaria. La pràctica de los cuidados transculturales”, 243- 259
- Jordi Moreras, “La inscripciòn del Islam en el espacio pùblico”, 261- 279.
- Asher Colombo, Giuseppe Sciortino, 2002, Stranieri in Italia. Assimilati ed esclusi, Bologna, Il Mulino. (Bic)
- James Clifford, 1993, I frutti puri impazziscono. Etnografia, letteratura e arte nel secolo XX, Bollati Boringhieri, Torino. (biblioteca personale)
- James Clifford, 1997, “Spatial practices: Fieldwork, Travel, and the disciplining of anthropology”, in A.Gupta, J.Ferguson, Anthropological locations, University of California Press, Los Angeles, pp. 185-219. (fotocopie, biblioteca personale)
- James Clifford, 1999, Strade. Viaggio e traduzione alla fine del secolo XX, Bollati Boringhieri, Torino. (biblioteca personale)
- Duccio Demetrio, 1997, Agenda interculturale. Quotidianità e immigrazione a scuola. Idee per chi inizia, Roma, Meltemi. (BIC)
- Duccio Demetrio, Graziella Favaro, 2002, Didattica interculturale, Milano, Angeli (Bic. CDD 370.11 DEMD.DID/2002).
- Gunther Dietz, “Frontier Hybridisation or culture clash? Transnational migrant communities ans sub-national identity politics in Andalusia, Spain”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 6, pp. 1087 – 1112.
- Simon During, Cultural studies. A critical introduction, Routledge, London/New York ( Bic. Dipartimento Scienze Umane inv. 297)
- Ugo Fabietti, 1999, Antropologia culturale. L’esperienza e l’interpretazione, Roma, Laterza. (biblioteca personale).
-Heidrun Friese, 2002, Identities. Time, difference and boundaries, Berghahn, New York, Oxford (Bic. Dipart. Sc. Umane)
- Nestor Garcia Canclini, 1997, “Cultural boundaries: Identity and communication in Latin America”, Media Development n. 1, pp. 22-29.
- Clifford Geertz, 1999, Mondo globale, mondi locali, Mulino, Bologna. (biblioteca personale)
- Mariangela Giusti, 1996, L’identità e la memoria. Complessità ed educazione interculturale, Firenze, Giunti. (Bic. CDD.370.11 GIUM.IDE/1996).
- Mariangela Giusti, 2004, Formarsi all’intercultura. La giornata interculturale della Bicocca di Milano, Milano, Angeli. (BIC)
- Mariangela Giusti, 2004, Pedagogia interculturale. Teorie, metodologia, laboratori, Roma, Laterza. (BIC)
- Ralph Grillo, 2000, “Riflessione sull’approccio transnazionale alle migrazioni”, in Afriche e Orienti n. 3/4.
- Ralph Grillo, Jeff Pratt (eds.), 2002, The politics of recognizing difference. Multicultural Italian style, Burlington, Ashgate.
- Ralph Grillo, 2004, “Islam and transnationalism”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 5, pp. 861-878.
- Ulf Hannerz, 2001, La diversità culturale, Il Mulino, (ed.or. Transnational connections. Culture, people, places, London-New York 1966) (Bic. Testo 306 Hanu.DIV/2001 BS)
- John Hutnik, 2005, “Hybridity”, Ethnic and racial studies, vol. 28, n. 1, January 2005, pp. 79-102. (fotocopie, biblioteca personale).
- Irer 1999, Immigrazione e integrazione, Guerini, Milano.
Virinder S. Kalra, Raminder Kaur and John Hutnyk, Diaspora & hibridity, Sage, London, 2005.
(Bic. CDD 305.8 KALV.DIA/2005)
Chiara Lainati et al., 1999, Il progetto migratorio tra aspettative collettive e libertà individuali, L’Harmattan Italia, Torino. (biblioteca personale)
- Kanwal Mand, 2006, “Gender, ethnicity and social relations in the narratives of elderly Sikh men and women”, Ethnic and racial studies, vol. 29, n. 6, pp. 1057-1071.
- Setrag Manoukian, 2003, Etnografie. Testi oggetti immagini, Meltemi, Roma.
- Pamela Marelli e Delfina Luisiardi, Il bagaglio invisibile. Storie di vita e pratiche di mediazione interculturale, Rosenberg & Sellier, torino, 2004. (biblioteca personale)
- Miguel Mellino, 2005, La critica postcoloniale. Decolonizzazione, capitalismo e cosmopolitismo nei postcolonial studies, Roma, Meltemi. (Sormani GEN J 5787).
- Elisabetta Nigris, 1996, Educazione interculturale, Bruno Mondadori, Milano. (Bic. Testo 370.117 NIGE.EDU/1996).
- Agostino Portera, 2006, Globalizzazione e pedagogia interculturale. Interventi nella scuola, Trento, Erickson. (Bic)
- Rosella Prezzo, Paola Redaelli, America e Medio Oriente: luoghi del nostro immaginario, Bruno Mondadori (biblioteca personale)
- Fabio Quassoli, 2006, Riconoscersi. Differenze culturali e pratiche comunicative, Cortina, Milano, (biblioteca personale)
- Hasmita Ramji, 2006, “Journeys of difference: the use of migratory narratives among British Hindu Gujaratis”, Ethnic and racial studies, vol. 29, n. 4, pp. 702-724.
- Paola Sacchi, Pier Paolo Viazzo, 2003, Più di un sud. Studi antropologici sull’immigrazione a Torino, Franco Angeli, Milano. (Cedoc Ismu MIGR/5507)
- Rosemary Sackmann, Bernhard Peters, Thomas Faist (eds.), 2003, Identity and integration. Migrants in Western Europe, Aldershot, Ashgate. (Cedoc Ismu, INT/4960)
- Chantal Saint-Blancat (a cura di), 1999, L’Islam in Italia. Una presenza plurale, Edizioni Lavoro, Roma. (Cedoc Ismu, REL/3843)
- Ruba Salih, 2003, Gender in transnationalism. Home, longing and belonging among Moroccan immigrant women, London, Routledge.
- Ruba Salih, 2004, “The backward and the new: National, Transnational and Post-National Islam in Europe”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 5, pp. 995-1011. (fotocopie, biblioteca personale)
- Paul Sniderman et al., The outsider. Prejudice and politics in Italy, Princeton University Press, 2000.
- Olivier Roy, 2003, Global Muslim. Le radici occidentali del nuovo Islam, Feltrinelli. (biblioteca personale)
- Abdelmalek Sayad, 2002, La doppia assenza. Dalle illusioni dell’emigrato alle sofferenze dell’immigrato, Cortina, Milano. (biblioteca personale)
- John Tomlison, 1999, Sentirsi a casa nel mondo. La cultura come bene globale, Feltrinelli. (biblioteca personale)
- Giovanni Valtolina, Antonio Marazzi, 2006, Appartenenze multiple. L’esperienza dell’immigrazione per le nuove generazioni, Milano, Franco Angeli (biblioteca personale)
- Pnina Werbner, 2004, “Theorising complex diasporas: Purity and hybrydity in the South Asian public spere in Britain”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 5, pp. 895-911. (fotocopie, biblioteca personale)
- Meyda Yegenoglu, 2005, “Cosmopolitanism and nationalism in a globalized world”, Ethnic and racial studies, vol. 28 n. 1, pp- 103-131. (fotocopie, biblioteca personale)

mercoledì 18 aprile 2007

meteoriti


Ieri si è presentato allo sportello un tipo che cercava da dormire, e ci ha mostrato un foglio di dimissione dal centro psichiatrico di Lecco. Era classificato come ritardato mentale. Si riferiva che era aggressivo ma che con il Serenase diventava "trattabile". Lo dichiaravano consenziente al rilascio e concludevano che visto il suo "nomadismo" una terapia non era praticabile. Quest'uomo diceva di non aver dormito, se l'era fatta addosso, bisognava cercargli dei vestiti. Ma lui diceva di non essere capace di muoversi da solo, cercava di dare la mano ad uno degli operatori, aggrediva me e l'assistente sociale dcendo che era colpa nostra. Si picchiava in testa, diceva di volersi ammazzare, ad un certo punto ha cominciato a picchiare forte contro il vetro, poi a spogliarsi. Il mio collega è riuscito a tranquillizzarlo, poi l'ha accompagnato lui in qualche centro psichiatrico. Quando è andato via. M. ha indossato dei guanti e pulito tutto il vetro con l'alcool.
Si è scoperto che questa persona è un ex ferroviere, che vaga gratis per l'Italia con la sua tessera ferroviaria, passando da un centro psichiatrico a un dormitorio e così via, pur avendo una madre da qualche parte.
Poi è venuto un maghrebino per telefonare ad un centro di analisi, continuando a consultare un mucchio di carte che si era portato appresso, ad aprirle, chiuderle, sfogliarle, impilarle, piegarle e spiegarle nuovamente, e continuando a ripetere come un disco rotto che non aveva potuto fare un esame perché era ancora infiammato.
E' venuto un tipo a chiedermi un indirizzo di un dormitorio mostrandomi un foglio di richiesta d'asilo. Poi è venuto un altro tipo con lo stesso documento spiegandomi che aveva dato a qualcuno dei soldi per acquistare per lui un biglietto per Madrid, perché non parlava l'italiano, ma questo non era più tornato. Mi ha detto di avere un fratello lì a Milano ma non sono riuscita a capire il filo di tutta la faccenda. Non era solo il cattivo inglese, la narrazione era smozzicata, e non capivi se volesse inventarsi qualcosa o fosse completamente disorientato.
Sono passati alcuni rumeni a chiedere l'indirizzo di alcuni dormitori. Quando abbiamo proposto quello di Monza hanno detto di no, non vogliono allontanarsi da Milano, come se la cosa li spaventasse, come se fosse un posto troppo lontano.
A cena ho raccontato la giornata a mio marito. Ci siamo detti che probabilmente ce n'é tanta, molta più di quanto si pensi, di gente così, che vaga per l'Italia o per l'Europa, da un posto all'altro, da un dormitorio all'altro, da un centro psichiatrico, dove cercano di sbarazzarsene il più possibile, all'altro. Persone al di fuori da qualsiasi classificazione sociale, difficili da pensare.

film à ne pas rater

  • Come l'ombra, Marina Spada
  • el-Jenna alan, Paradise now, Hany Abu-Assad
  • Il segreto di Esma, Jasmila Zbanic
  • Inland Empire, David Lynch
  • La vita segreta delle parole, Isabelle Coixet
  • Mille miglia lontano, Zhang Ymou
  • Rosetta, Jean-Pierre e Luc Dardenne

letture

  • Amitav Ghosh, circostanze incendiarie, Neri Pozza
  • Aminatta Forna, Le pietre degli avi, Feltrinelli
  • Studio Azzurro. Videoambienti, ambienti sensibili
  • Rick Moody, I rabdomanti, Bompiani
  • Claire Castillon, Veleno, Bompiani
  • Werewere Liking, La memoria amputata, BCD editore
  • Antonio Pascale, La manutenzione degli affetti, Einaudi
  • Simon Ings, Il peso dei numeri, Il Saggiatore

ascolti dalla a alla zebda

  • Aida Nadeem, Out of Baghdad
  • Alessandro Scarlatti, Giovanni Bononcini, "Andate, o miei sospiri"
  • Amine e Hamza M'Rahi, Asfar
  • David Sylvian, Nine horses
  • David Sylvian, tutto
  • Diego Ortiz, Ad Vesperas, Cantar Lontano
  • Domenico Gabrielli, Opera completa per violoncello
  • Emanuela Galli, Gabriele Palomba, Franco Pavan, Languir me fault
  • Eric Truffaz, Mounir Trudi, Face-à-face
  • François Couperin, Leçons de Ténèbres
  • Gianmaria Testa, Extra-muros
  • Henry Purcell, Fantazias, Rose Consort of viols
  • Hildegard von Bingen, Canti estatici
  • J.S. Bach, Soprano Cantatas, Cappella Istropolitana
  • Japan, tutto
  • Marc Antoine Charpentier, Salve Regina
  • Marin Marais, Pièces à deux violes 1686
  • Mario Biondi (essì, Mario Biondi)
  • Paolo Conte, Elegia
  • Ray Lema, Mizila
  • Rose consort of viols, Elizabethan songs and consort music
  • Sonia M'Barek, Tawchih
  • Vengeance du rap tunisien
  • Violent femmes, Violent femmes (purissima goduria)
  • Zebda, Essence ordinaire

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