partecipo al progetto

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ibridamenti.splinder.com

venerdì 27 aprile 2007

anch'io voglio testarmi, testarvi, ricevere attestati e forse anche batoste

Rapita dal test proposto da licenziamento del poeta ho voluto pronto imitarlo e così ho confezionato anche io un mio testino personale. Chi mi ama mi conosce? Chi mi conosce mi ama? Chi mi ama mi segue o fa fatica? Qualcuno pensa di conoscere alcune delle mie manie e fissazioni? Qualcuno ha veramente voglia di fare questo test? Domande ardue a cui è difficile trovare una risposta... ai postumi l'ardua sentenza...

mercoledì 25 aprile 2007

Liberazione!!!!

Guardo con aria soddisfatta e lievemente inebetita il rapporto finale del formulario elettronico Epss per inserire i progetti europei, dopo che ho finito, sembra correttamente, di inserire dati e testo del progetto, nonostante alcuni accadimenti tragicomici. Proprio in quei giorni mi hanno staccato telefono e Adsl, il mio editor è prima andato ad Atene e poi mi ha fatta spantecare per correggermi il testo perché prima doveva mandare una raccomandata. Un mio amico perfezionista che mi aiutava dall'America mi ha infarcito il file di marcature di correzioni che mi ci è voluta una vita per toglierle. Infine mi hanno rubato il telefonino. Sono indecisa se credere al malocchio o solo alla cieca sfiga che talora raggiunge dense condensazioni statistiche. Ma beh, in qualche modo è andata. E' solo il primo stage e so che la competitività è forte, che se anche passo il primo vai a vedere il secondo etc. Ma lavorare a questo progetto mi ha appassionata. In un mese sono riuscita ad aggiornarmi sulla letteratura sull'immigrazione. E poi è così bello, nel leggere, quel processo mentale che comincia a operare connessioni e a formare strutture cognitive, che poi troveranno forma in un testo argomentato. A volte le idee mi vengono leggendo, ma talora capita anche mentre non sto facendo nulla, passeggio, porto a spasso le buste della spesa. E' un'attività mentale che diventa continua, che costituisce una tela di fondo quotidiana, un brusìo costante, talora.
Ho deciso quindi di postare la lista dei libri che ho sfogliato, compulsato, consultato, letto, circa sessanta, per due motivi. Perché i lettori che passano da queste parti, tenendo conto che una metà di italiani leggono un libro l'anno, e calcolando una percentuale di abbattimento visto che un terzo scarso di questi testi è stato letto integralmente, mi dia un consiglio per quanti anni posso essere dispensata dalla lettura. Poi, se volete fare un gioco, potete sempre tentare di indovinare quali erano gli assi portanti del progetto. Io ora, per rilassarmi, ho cominciato a leggere Il Mondo della mente di Mario Galzigna, e visto che ero allenata sono già a pagina settanta e presto cercherò di scrivere la recensione promessa.
et voilà la liste:
-Stefano Allievi, 2002, Musulmani d’Occidente. Tendenze dell’Islam europeo, Roma, Carocci. (Cedoc Ismu, REL/5554)
-Stefano Allievi, Felice Dassetto, 1993, Il ritorno dell’Islam, Roma, Edizioni Lavoro, REL/1385
-Stefano Allievi, Jorgen S. Nielsen, Muslim network and Transnational communities in and across Europe, vol. 1, Brill, Leiden, 2003. (biblioteca personale)
-Gerard Althabe, Monique Selim, 1998, Démarches ethnologiques au présent, Paris, L’Harmattan.
-Maurizio Ambrosini, Sociologia delle migrazioni, Il Mulino 2005.
-Maurizio Ambrosini, 2006, Costruttori di integrazione. Gli operatori dei servizi per gli immigrati, Fondazione Ismu, Regione Lombardia, Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità, Milano(biblioteca personale).
-Jean-Loup Amselle, 1999, Logiche meticce. Antropologia dell’identità in Africa e altrove, Bollati Boringhieri, Torino. (biblioteca personale)
-Arjun Appadurai, 1996, Modernity at large: cultural dimensions of globalization, London, University of Minnesota press (fotocopie, biblioteca personale).
-Gianfranco Bettetini, 2003, Capirsi e sentirsi uguali. Sguardo sociosemiotico al culturalismo, Milano, Bompiani. (biblioteca personale)
-Homi Bhabha, 1994, The location of culture, Routledge, London/New York, (Bic 306.0904 BHAH.LOC/2004).
-Dan Bechmann, Ville et immigration, Priére d’insérer, L’Harmattan 1995. (Bic. Dip. Sc.Umane)
- Rita Bichi, 2000, La società raccontata : metodi biografici e vite complesse, Milano, Franco Angeli (fotocopie, biblioteca personale) .
- Rita Bichi, Giulio Valtolina, 2007, Nodi e snodi. Progetti e percorsi di integrazione degli stranieri immigrati, Franco Angeli, Milano. (biblioteca personale)
- Simona Bodo, Silvana Cantù, Silvia Mascheroni, Progettare insieme per un patrimonio interculturale, Quaderni Ismu 1/2007. (biblioteca personale)
- John R. Bowen, “Beyond migration: Islam as a transnational public space”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 5, pp. 879-894.
- Massimo Campanini, 2003, Islam e politica, Bologna, Il Mulino. (Cedoc Ismu, REL/4937)
- Lisa Capps, Elisabeth Ochs. 1996, Narrating the Self, “Annual Review of Anthropology”, vol. 25, pp. 19-43 (biblioteca personale, formato pdf).
- Tiziana Caponio, 2005, “Policy networks and immigrants’Associations in Italy: the cases of Milan, Bologna and Naples”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 31, n. 5, pp. 931-950 (fotocopie, biblioteca personale) .
- Caritas, 2001, Dossier Statistico immigrazione, Roma (biblioteca personale)
Jocelyne Cesari, Alain Moreau, Alexandra Schleyer-Lindenmann, 2001, “Plus marseillais que moi, tu meurs!”. Migrations identités et territoires à Marseille, L’Harmattan, Paris. (biblioteca personale)
- Francisco Checa, 2002, Las migraciones a debate. De las teorìas a las pràcticas sociales, Icaria, Almerìa. (fotocopie, biblioteca personale)
- Francisco Checa, Juan Carlos Checa Olmos, Angeles Arjona Garrido, “Las historias de vida como técnica de acercamiento a la realidad social”. El caso de las migraciones, pp. 347 – 372.
- Francisco Checa, Angeles Arjona, Juan Carlos Checa, 2003, La integraciòn social de los inmigrados. Modelos y experiencias, Icaria, Almerìa.(fotocopie, biblioteca personale)
- Juan Carlos Checa Olmos, « La segregaciòn residencial de los inmigrados : aproximaciòn teòrico-pratica », 207-241
- Teresa Belmonte Garcìa, “Atenciòn a la diversidad en la empresa sanitaria. La pràctica de los cuidados transculturales”, 243- 259
- Jordi Moreras, “La inscripciòn del Islam en el espacio pùblico”, 261- 279.
- Asher Colombo, Giuseppe Sciortino, 2002, Stranieri in Italia. Assimilati ed esclusi, Bologna, Il Mulino. (Bic)
- James Clifford, 1993, I frutti puri impazziscono. Etnografia, letteratura e arte nel secolo XX, Bollati Boringhieri, Torino. (biblioteca personale)
- James Clifford, 1997, “Spatial practices: Fieldwork, Travel, and the disciplining of anthropology”, in A.Gupta, J.Ferguson, Anthropological locations, University of California Press, Los Angeles, pp. 185-219. (fotocopie, biblioteca personale)
- James Clifford, 1999, Strade. Viaggio e traduzione alla fine del secolo XX, Bollati Boringhieri, Torino. (biblioteca personale)
- Duccio Demetrio, 1997, Agenda interculturale. Quotidianità e immigrazione a scuola. Idee per chi inizia, Roma, Meltemi. (BIC)
- Duccio Demetrio, Graziella Favaro, 2002, Didattica interculturale, Milano, Angeli (Bic. CDD 370.11 DEMD.DID/2002).
- Gunther Dietz, “Frontier Hybridisation or culture clash? Transnational migrant communities ans sub-national identity politics in Andalusia, Spain”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 6, pp. 1087 – 1112.
- Simon During, Cultural studies. A critical introduction, Routledge, London/New York ( Bic. Dipartimento Scienze Umane inv. 297)
- Ugo Fabietti, 1999, Antropologia culturale. L’esperienza e l’interpretazione, Roma, Laterza. (biblioteca personale).
-Heidrun Friese, 2002, Identities. Time, difference and boundaries, Berghahn, New York, Oxford (Bic. Dipart. Sc. Umane)
- Nestor Garcia Canclini, 1997, “Cultural boundaries: Identity and communication in Latin America”, Media Development n. 1, pp. 22-29.
- Clifford Geertz, 1999, Mondo globale, mondi locali, Mulino, Bologna. (biblioteca personale)
- Mariangela Giusti, 1996, L’identità e la memoria. Complessità ed educazione interculturale, Firenze, Giunti. (Bic. CDD.370.11 GIUM.IDE/1996).
- Mariangela Giusti, 2004, Formarsi all’intercultura. La giornata interculturale della Bicocca di Milano, Milano, Angeli. (BIC)
- Mariangela Giusti, 2004, Pedagogia interculturale. Teorie, metodologia, laboratori, Roma, Laterza. (BIC)
- Ralph Grillo, 2000, “Riflessione sull’approccio transnazionale alle migrazioni”, in Afriche e Orienti n. 3/4.
- Ralph Grillo, Jeff Pratt (eds.), 2002, The politics of recognizing difference. Multicultural Italian style, Burlington, Ashgate.
- Ralph Grillo, 2004, “Islam and transnationalism”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 5, pp. 861-878.
- Ulf Hannerz, 2001, La diversità culturale, Il Mulino, (ed.or. Transnational connections. Culture, people, places, London-New York 1966) (Bic. Testo 306 Hanu.DIV/2001 BS)
- John Hutnik, 2005, “Hybridity”, Ethnic and racial studies, vol. 28, n. 1, January 2005, pp. 79-102. (fotocopie, biblioteca personale).
- Irer 1999, Immigrazione e integrazione, Guerini, Milano.
Virinder S. Kalra, Raminder Kaur and John Hutnyk, Diaspora & hibridity, Sage, London, 2005.
(Bic. CDD 305.8 KALV.DIA/2005)
Chiara Lainati et al., 1999, Il progetto migratorio tra aspettative collettive e libertà individuali, L’Harmattan Italia, Torino. (biblioteca personale)
- Kanwal Mand, 2006, “Gender, ethnicity and social relations in the narratives of elderly Sikh men and women”, Ethnic and racial studies, vol. 29, n. 6, pp. 1057-1071.
- Setrag Manoukian, 2003, Etnografie. Testi oggetti immagini, Meltemi, Roma.
- Pamela Marelli e Delfina Luisiardi, Il bagaglio invisibile. Storie di vita e pratiche di mediazione interculturale, Rosenberg & Sellier, torino, 2004. (biblioteca personale)
- Miguel Mellino, 2005, La critica postcoloniale. Decolonizzazione, capitalismo e cosmopolitismo nei postcolonial studies, Roma, Meltemi. (Sormani GEN J 5787).
- Elisabetta Nigris, 1996, Educazione interculturale, Bruno Mondadori, Milano. (Bic. Testo 370.117 NIGE.EDU/1996).
- Agostino Portera, 2006, Globalizzazione e pedagogia interculturale. Interventi nella scuola, Trento, Erickson. (Bic)
- Rosella Prezzo, Paola Redaelli, America e Medio Oriente: luoghi del nostro immaginario, Bruno Mondadori (biblioteca personale)
- Fabio Quassoli, 2006, Riconoscersi. Differenze culturali e pratiche comunicative, Cortina, Milano, (biblioteca personale)
- Hasmita Ramji, 2006, “Journeys of difference: the use of migratory narratives among British Hindu Gujaratis”, Ethnic and racial studies, vol. 29, n. 4, pp. 702-724.
- Paola Sacchi, Pier Paolo Viazzo, 2003, Più di un sud. Studi antropologici sull’immigrazione a Torino, Franco Angeli, Milano. (Cedoc Ismu MIGR/5507)
- Rosemary Sackmann, Bernhard Peters, Thomas Faist (eds.), 2003, Identity and integration. Migrants in Western Europe, Aldershot, Ashgate. (Cedoc Ismu, INT/4960)
- Chantal Saint-Blancat (a cura di), 1999, L’Islam in Italia. Una presenza plurale, Edizioni Lavoro, Roma. (Cedoc Ismu, REL/3843)
- Ruba Salih, 2003, Gender in transnationalism. Home, longing and belonging among Moroccan immigrant women, London, Routledge.
- Ruba Salih, 2004, “The backward and the new: National, Transnational and Post-National Islam in Europe”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 5, pp. 995-1011. (fotocopie, biblioteca personale)
- Paul Sniderman et al., The outsider. Prejudice and politics in Italy, Princeton University Press, 2000.
- Olivier Roy, 2003, Global Muslim. Le radici occidentali del nuovo Islam, Feltrinelli. (biblioteca personale)
- Abdelmalek Sayad, 2002, La doppia assenza. Dalle illusioni dell’emigrato alle sofferenze dell’immigrato, Cortina, Milano. (biblioteca personale)
- John Tomlison, 1999, Sentirsi a casa nel mondo. La cultura come bene globale, Feltrinelli. (biblioteca personale)
- Giovanni Valtolina, Antonio Marazzi, 2006, Appartenenze multiple. L’esperienza dell’immigrazione per le nuove generazioni, Milano, Franco Angeli (biblioteca personale)
- Pnina Werbner, 2004, “Theorising complex diasporas: Purity and hybrydity in the South Asian public spere in Britain”, Journal of ethnic and migration studies, vol. 30, n. 5, pp. 895-911. (fotocopie, biblioteca personale)
- Meyda Yegenoglu, 2005, “Cosmopolitanism and nationalism in a globalized world”, Ethnic and racial studies, vol. 28 n. 1, pp- 103-131. (fotocopie, biblioteca personale)

mercoledì 18 aprile 2007

meteoriti


Ieri si è presentato allo sportello un tipo che cercava da dormire, e ci ha mostrato un foglio di dimissione dal centro psichiatrico di Lecco. Era classificato come ritardato mentale. Si riferiva che era aggressivo ma che con il Serenase diventava "trattabile". Lo dichiaravano consenziente al rilascio e concludevano che visto il suo "nomadismo" una terapia non era praticabile. Quest'uomo diceva di non aver dormito, se l'era fatta addosso, bisognava cercargli dei vestiti. Ma lui diceva di non essere capace di muoversi da solo, cercava di dare la mano ad uno degli operatori, aggrediva me e l'assistente sociale dcendo che era colpa nostra. Si picchiava in testa, diceva di volersi ammazzare, ad un certo punto ha cominciato a picchiare forte contro il vetro, poi a spogliarsi. Il mio collega è riuscito a tranquillizzarlo, poi l'ha accompagnato lui in qualche centro psichiatrico. Quando è andato via. M. ha indossato dei guanti e pulito tutto il vetro con l'alcool.
Si è scoperto che questa persona è un ex ferroviere, che vaga gratis per l'Italia con la sua tessera ferroviaria, passando da un centro psichiatrico a un dormitorio e così via, pur avendo una madre da qualche parte.
Poi è venuto un maghrebino per telefonare ad un centro di analisi, continuando a consultare un mucchio di carte che si era portato appresso, ad aprirle, chiuderle, sfogliarle, impilarle, piegarle e spiegarle nuovamente, e continuando a ripetere come un disco rotto che non aveva potuto fare un esame perché era ancora infiammato.
E' venuto un tipo a chiedermi un indirizzo di un dormitorio mostrandomi un foglio di richiesta d'asilo. Poi è venuto un altro tipo con lo stesso documento spiegandomi che aveva dato a qualcuno dei soldi per acquistare per lui un biglietto per Madrid, perché non parlava l'italiano, ma questo non era più tornato. Mi ha detto di avere un fratello lì a Milano ma non sono riuscita a capire il filo di tutta la faccenda. Non era solo il cattivo inglese, la narrazione era smozzicata, e non capivi se volesse inventarsi qualcosa o fosse completamente disorientato.
Sono passati alcuni rumeni a chiedere l'indirizzo di alcuni dormitori. Quando abbiamo proposto quello di Monza hanno detto di no, non vogliono allontanarsi da Milano, come se la cosa li spaventasse, come se fosse un posto troppo lontano.
A cena ho raccontato la giornata a mio marito. Ci siamo detti che probabilmente ce n'é tanta, molta più di quanto si pensi, di gente così, che vaga per l'Italia o per l'Europa, da un posto all'altro, da un dormitorio all'altro, da un centro psichiatrico, dove cercano di sbarazzarsene il più possibile, all'altro. Persone al di fuori da qualsiasi classificazione sociale, difficili da pensare.

lunedì 16 aprile 2007

cronache dal fronte


Ho cominciato un nuovo lavoro quasi per caso. Un'agenzia a cui avevo mandato un curriculum per traduzioni mi ha proposto di fare una sostituzione come interprete al Centro aiuto del Comune di Milano, che si trova in una delle ali laterali della Stazione. E mi sono ritrovata a passare dalle scintillanti teorie postmoderne e postcoloniali sull'ibridità, sulle travelling cultures, sulle contact zones, sull'ecumene globale, sui coups certiani, dalle mie stesse teorie sulla frontiera,ad un fronte, una trincea. Il Centro di aiuto fa fronte alle emergenze basilari. Trovare un posto dove dormire, dove mangiare, dove fare una doccia, un guardaroba per vestirsi. Ti trovi a fare fotocopie di curricula spiegazzati, a cercare un lavoro di pulizia a persone derelitte, che trascorrono la vita tra periodi al dormitorio e notti all'addiaccio. Con marzo, finisce l'emergenza freddo a Milano, e i dormitori chiudono. Pochi restano aperti, ma ci sono liste lunghe, e se non si ha un permesso del comune di Milano non si ha diritto a dormirvi. Oggi, tra gli altri, sono passati: una signora ghanese, che cercava da dormire. Era vestita con dignità, un trolley con le sue cose dentro, ha ottenuto l'indirizzo del dormitorio di viale Ortles su un pezzo di carta, e ha ripiegato con lentissima cura i documenti del suo permesso. Così come ha fatto la ragazza a cui ho fotocopiato il curriculum, quattro righe scarse. Carte che sono tesori. E' passato un richiedente asilo afghano, che cercava un posto per due. Ma prima di domani non potrà fare richiesta all'Ufficio stranieri di via Barabini, zona Corvetto. E per ultima una donna africana, le treccine rosse di henna, venuta in treno da Ascoli Piceno con il suo bambino, perché lì era scaduto il tempo di permanenza al centro di accoglienza, e qualcuno le avrà detto che a Milano poteva trovar posto. Ma non avendo un permesso milanese non ne ha diritto. Abbiamo provato ad indirizzarla alla Casa della carità, in fondo a via Padova. Mentre me ne stavo andando, lei era ancora lì, e alcuni uomini che l'avevano aiutata si sono rivolti a me, sapendo che l'esito della ricerca non era certo, chiedendo senza chiedere. Lavorare in una situazione simile significa tornare a casa la sera sapendo che le persone che hai visto in faccia dormiranno chissà dove, alla deriva. Ho pensato che avrei potuto portarla a casa, e sto ancora lì a chiedermi se avrei potuto farlo. Mi sono avviata a piedi verso casa, e le facciate dei palazzi tremolavano, al supermercato i banchi della frutta fluttuavano, l'apparenza della realtà mi si mostrava in tutta la sua precarietà, e persino i vestiti che avevo addosso mi sembravano un insulto.

sabato 14 aprile 2007

impossible homecoming


La luce è più densa e comincia a permeare spazi, stanze e case. Si può finalmente lasciare che una leggera brezza, che sa di aria buona, circoli dai balconi aperti. Un mescolìo di pigolare di uccelli e voci di bambini e adulti, e il grande albero che frondoso mi protegge dalla luce. Lavorare è dolce in questo pomeriggio e a questa scrivania, che è il mio kauwa-auwa, esplorando i meandri del concetto di ibridazione.
Sono affascinata tra l'altro dalla lettura di migrancy, culture, identity di Iain Chambers, uno dei primi ad avere introdotto il concetto di ibridazione. A pagina 12,nel capitolo Migrant Landscapes, Chambers cita questa frase di Edmond Jabès.

L’étranger te permets d’être toi-même, en faisant, de toi, un étranger.

Penso a De Certeau e al modo in cui si potrebbe dispiegare questa frase, ma ho altro da fare e spero e credo se la sappia cavare da sola.

martedì 10 aprile 2007

un antropologo su marte

Oggi sono stata visitata dall' Unfo che vedete qui accanto. Tutta colpa di J. che è un patito delle pulizie e si è fatto fare una dimostrazione di pulizia gratis a casa, offrendomene una. Grazie a lui e ai suoi amici so per esempio qual'è il miglior sgrassatore che si possa comprare a Milano.
L'avveniristico gingillo tuttocromato è stato inventato nel 1914 da un ingegnere Nasa. Magari ce n'era uno in Metropolis o in un film di Chaplin. Quest'oggetto soteriologico, signore mie, vi promette meraviglie, una casa linda e pinta, mondata da ogni micropolvere alla velocità di uno Shuttle. E' colpa vostra se vi ammalate, se con un normale aspirapolvere inalate in due ore quanto un pacchetto di sigarette. Signore mie, quest'oggetto renderà casa vostra un covo di quiete e di salute per i vostri pargoli, che paffutelli sorrideranno lieti al mondo, uno specchio di pulizia morale dal quale monacielli e jnoun e poltergeist fuggiranno a gambe levate. Perché la polvere, sì, la polvere, è un nemico cosmico, metafisico, ontologico, e se vi ammalate in casa vostra, che vi sembrava un nido accogliente ma lo è solo per gli acari, è perché non siete delle buone casalinghe, madri, mogli, ospiti, donne. Come spiegare all'avvenente giovine che si affannava a dimostrare i prodigi del nasagingillo che sono una delle housewives più trascurate che ci siano? E ora lo so, che c'é questo oggetto meraviglioso utile a risolvere tutti i mali del mondo, che costa solo 3500 euro, e ti salva dalla colpa delittuosa di essere una cattiva padrona di casa. Mentre subivo la torturante dimostrazione dello space Shuttle, in termini di spazzole rotanti, sotto vuoti, giri al minuto e non so che altro, pensavo che tristezza, un giovane così carino (anche se vestito un po' ofanamente) a fare questo lavoro tentando le più fruste tecniche di vendita, se facesse il gigolo guadagnerebbe un pacco di soldi, e immaginavo situazioni di: casalinga seduce giovane garçon, casalinga si mette in latex e tacchi a stiletto e frusta il giovane mentre gattona per spolverare, e mi veniva da ridere e cercavo di rimanere seria mettendo in atto la mia tattica dello hm hm ogni trenta secondi per far vedere che seguivo. Signore mie, con questo gioiello potrete lavare il pavimento SOLO ogni tre giorni, voi il cui cosmico compito è di pulire incessantemente il focolare domestico dal nemico più insidioso dell'Universo. E poi, tutte le malattie che la mancanza di questo prodigio della tecnica può causare nei paesi in via di sviluppo? Magari che so, fare una bonifica del Sahara, un fluviale Telethon per raccogliere Kirby per l'Africa, una campagna d'emergenza per trasportare Kirby nelle case dal suolo in terra battuta, o per spolverare le macerie dell'Iraq o dell'Afghanistan. Signore mie, nel mondo succede di tutto, ma se voi comprate il Kirby darete il vostro doveroso contributo alla lotta contro il male nel mondo. Mentre ci si scanna di qua e di là, un radioso sorriso illuminerà il vostro volto, mentre vi preparerete ad entrare nel Paradiso delle Consumatrici, e casa vostra sarà un rifugio incontaminato dalle brutture del mondo.

lunedì 9 aprile 2007

locale/globale



film à ne pas rater

  • Come l'ombra, Marina Spada
  • el-Jenna alan, Paradise now, Hany Abu-Assad
  • Il segreto di Esma, Jasmila Zbanic
  • Inland Empire, David Lynch
  • La vita segreta delle parole, Isabelle Coixet
  • Mille miglia lontano, Zhang Ymou
  • Rosetta, Jean-Pierre e Luc Dardenne

letture

  • Amitav Ghosh, circostanze incendiarie, Neri Pozza
  • Aminatta Forna, Le pietre degli avi, Feltrinelli
  • Studio Azzurro. Videoambienti, ambienti sensibili
  • Rick Moody, I rabdomanti, Bompiani
  • Claire Castillon, Veleno, Bompiani
  • Werewere Liking, La memoria amputata, BCD editore
  • Antonio Pascale, La manutenzione degli affetti, Einaudi
  • Simon Ings, Il peso dei numeri, Il Saggiatore

ascolti dalla a alla zebda

  • Aida Nadeem, Out of Baghdad
  • Alessandro Scarlatti, Giovanni Bononcini, "Andate, o miei sospiri"
  • Amine e Hamza M'Rahi, Asfar
  • David Sylvian, Nine horses
  • David Sylvian, tutto
  • Diego Ortiz, Ad Vesperas, Cantar Lontano
  • Domenico Gabrielli, Opera completa per violoncello
  • Emanuela Galli, Gabriele Palomba, Franco Pavan, Languir me fault
  • Eric Truffaz, Mounir Trudi, Face-à-face
  • François Couperin, Leçons de Ténèbres
  • Gianmaria Testa, Extra-muros
  • Henry Purcell, Fantazias, Rose Consort of viols
  • Hildegard von Bingen, Canti estatici
  • J.S. Bach, Soprano Cantatas, Cappella Istropolitana
  • Japan, tutto
  • Marc Antoine Charpentier, Salve Regina
  • Marin Marais, Pièces à deux violes 1686
  • Mario Biondi (essì, Mario Biondi)
  • Paolo Conte, Elegia
  • Ray Lema, Mizila
  • Rose consort of viols, Elizabethan songs and consort music
  • Sonia M'Barek, Tawchih
  • Vengeance du rap tunisien
  • Violent femmes, Violent femmes (purissima goduria)
  • Zebda, Essence ordinaire

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